Rai, “Boicottiamo la Isoardi”: ultima assurdità per “castigare” Salvini

Rai, “Boicottiamo la Isoardi”: ultima assurdità per “castigare” Salvini

13 settembre 2018 0 Di redazione

Accuse di flop, attacchi personali, inviti al boicottaggio: così Elisa Isoardi viene “punita” dai detrattori del compagno

Attaccare Elisa Isoardi per punire Matteo Salvini. Questa l’ultima “peculiare” trovata dei detrattori del Ministro dell’Interno che, sui social network, hanno ingaggiato un’autentica crociata contro la conduttrice televisiva, rea di aver sostituito – a detta loro “per raccomandazione” –Antonella Clerici alle redini della Prova del Cuoco, storico programma culinario di successo in onda su Rai1.

Peccato che nella stagione 2008-2009, quando Salvini era un esponente della Lega come tanti, la Isoardi avesse già sostituito la Clerici alla Prova del Cuoco e che fosse una delle conduttrici di punta del nuovo corso di Rai1, voluta espressamente dall’allora direttore Fabrizio Del Noce. E peccato che la decisione di affidarle nuovamente il programma nel 2018 sia stata presa dai vertici Rai qualche mese prima della nascita del governo giallo-verde e della nomina di Salvini a Ministro dell’Interno.

Per giunta, la Clerici non è stata  affatto cacciata per far posto alla Isoardi, bensì ha deciso spontaneamente di intraprendere nuove strade  professionali (vedi la conduzione del nuovo Portobello in prima serata) lasciando vacante il posto alla Prova del Cuoco, riassegnato dunque a colei che l’aveva già condotto anni prima.

Sotto l’egida del “Boicottiamo la Isoardi”, inoltre, fin dalla prima puntata della nuova gestione post-Clerici, si sono susseguite notizie allarmanti riguardo a presunti flop clamorosi o addirittura imbarazzanti da parte della “usurpatrice raccomandata da Salvini”. In realtà, niente di così clamoroso o di così imbarazzante, visto che l’esordio della Clerici nel settembre dello scorso anno non vedeva per esempio la concorrenza del programma I Fatti Vostri su Rai2, oltre al fatto che La Prova del Cuococon l’avvento della nuova conduttrice ha subìto delle modifiche anche per quanto riguarda l’orario di messa in onda, influenzando così la rilevazione dello share.

Di possibile flop, dunque, se ne dovrà semmai discutere più avanti nel tempo con dati più precisi, esaustivi e meno frammentari.

Lasciando da parte dati di ascolto, share e sfide Auditel, ciò che lascia perplessi è l’accanimento di una certa Sinistra sempre pronta a difendere le donne da presunti attacchi sessisti e che invece oggi crocifigge  quotidianamente la Isoardi. Salvini ci ha senz’altro messo il carico con quel tweet di auguri che le ha rivolto per l’inizio della trasmissione, e da Ministro dell’Interno poteva decisamente evitarselo, ma detto questo non ricordiamo stracciamenti di vesti o strappi di capelli da parte degli stessi che attaccano la Isoardi, quando Domenica In su Rai1 veniva condotta – con risultati, quelli sì, imbarazzanti in termini di ascolti televisivi – da Cristina Parodi e da Benedetta Parodi, rispettivamente moglie e cognata del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, all’epoca candidato presidente della Regione Lombardia in quota renziana.

Benedetta Parodi è una professionista dalla lunga carriera alle spalle e rinfacciarle la sua parentela con Gori sarebbe stato bieco e del tutto assurdo, ma tale accortezza deve valere anche per la Isoardi. Perché, invece, quest’ultima può essere denigrata, lapidata e vilipesa ogni giorno sui social network, invitando addirittura al boicottaggio della sua trasmissione (danneggiando indirettamente anche gli autori e le maestranze del programma)?

Matteo Salvini va criticato nell’ambito della sua attività di Ministro e di vicepremier, ambito in cui la sua famiglia o le attività professionali della compagna non c’entrano proprio nulla. Specie se tale compagna era già una professionista televisiva affermata ben prima di conoscerlo, e quindi con una già consolidata carriera alle spalle non certo dovuta ai di lui buoni auspici.

La difesa della dignità e della professionalità delle donne non è una veste che si indossa a giorni alterni, ma dev’essere una linea di condotta costante, anche (e forse soprattutto) quando le donne in questione sono compagne di uomini che non ci piacciono. 

di Marco Zonetti

affaritaliani.it