I magistrati all’attacco della legittima difesa:  “Riforma inutile e rischiosa”. Salvini: “Invasione di campo? Vado avanti”

I magistrati all’attacco della legittima difesa: “Riforma inutile e rischiosa”. Salvini: “Invasione di campo? Vado avanti”

15 settembre 2018 0 Di redazione

Una riforma «inutile» e «rischiosa». Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, entra a gamba tesa sul tema della legittima difesa, sostenendo che «non avevamo bisogno» della legge all’esame del Parlamento. Una presa di posizione che ha provocato la reazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Il sindacato dei magistrati (Anm) oggi ha attaccato le proposte di legge della Lega sulla legittima difesa perché inutili e rischiose. Invasione di campo? Tutto normale? Io tiro dritto, la difesa è sempre legittima», ha scritto su Facebook il vicepremier.

L’esternazione del presidente dell’Anm apre le porte, dunque, a un nuovo scontro tra Salvini e la magistratura, dopo quelli dei giorni scorsi. Stavolta, però, oggetto del contendere non sono le condotte del ministro o del suo partito, ma un provvedimento di legge che sta nell’ambito delle competenze e delle facoltà proprie della politica e del governo. Secondo Minisci, che ha parlato della riforma nel corso del suo intervento al comitato direttivo centrale dell’Anm, «la legge regolamenta già in maniera adeguata tutte le ipotesi di legittima difesa. Nel 2006 sono stati già attuati alcuni interventi di modifica prevedendo ipotesi particolari nel caso di legittima difesa all’interno del domicilio. Non vediamo quali possano essere gli ulteriori interventi».

Per il presidente dell’Anm il nodo è il principio di proporzionalità, che «è un principio cardine dal quale non possiamo prescindere». Proprio nelle pieghe di questo principio, però, si annidano i problemi giudiziari in cui incorrono coloro i quali sono costretti a fare ricorso a una difesa che, in questo modo, non sempre viene riconosciuta come legittima. Il principio di proporzionalità, insomma, oltre a essere il cardine della legge attuale è anche quello che rimanda il pallino al giudice, come emerge chiaramente anche dalle parole dello stesso Minisci. «Non si può prescindere dal principio della proporzionalità fra offesa e difesa e dalla valutazione, caso per caso, del giudice», ha sostenuto il presidente dell’Anm, il quale ha anche espresso «allarme per una eventuale “liberalizzazione” della vendita di armi». Una ipotesi che è circolata nei mesi scorsi e che poi si è rivelate essere una vera e propria fake news, chiaramente smentita dal governo, Matteo Salvini in testa. Secolo d’Italia