Macron, lo “schiaffo” al disoccupato, come lo umilia: “Attraversa la strada e …”

Macron, lo “schiaffo” al disoccupato, come lo umilia: “Attraversa la strada e …”

17 settembre 2018 0 Di redazione

Macron irrecuperabile, altra gaffe: umilia un giovane disoccupato

Emmanuel Macron sembra non accorgersi che i francesi non lo sopportano più, che nei sondaggi Marine Le Pen lo sta superando, che l’affaire Benalla ha scalfito di molto la sua immagine. No, Macron sembra impermeabile al calo drastico di popolarità tra i francesi (e non solo) e continua a sfoderare arroganza. Sembra che ci goda. Di nuovo nella bufera per l’ennesima gaffe ai danni di un giovane disoccupato “brutalizzato” in malo modo: «Attraversa la strada e trovati un lavoro», il senso del suo intervento. Il presidente francese è stato molto criticato per le parole ruvide e prive di sensibilità usate nella circostanza. Nei pressi dell’Eliseo il 25enne si è lamentato del fatto che nonostante continui a inviare curriculum, nessuno lo richiama mai. «In tutti i bar e ristoranti in cui vado cercano sempre personale. Devi solo essere disponibile a lavorare», ha risposto Macron brusco. «Attraverso la strada – ha quindi aggiunto – e te lo trovo io un lavoro». Non un granché, insomma, l’ultima uscita pubblica di Emmanuel Macron, non c’è che dire. Un’umiliazione per il ragazzo. L’espressione cozza con l’immagine che Macron vorrebbe veicolare di sé. La forma è anche sostanza, i modi contano eccome per i francesi se nel maggio scorso  la sua fiducia era vicina al 45% ed oggi è sprofondata  al 29%.

Macron “presidente dei ricchi”

Ma Macron non si pone domande e non riesce proprio a dismettere l’abito di “presidente dei ricchi”. Nei giardini dell’Eliseo, eccezionalmente aperto al pubblico nella giornata del Patrimonio, il presidente, si è intrattenuto con la gente, stringendo mani, prestandosi a selfie e fermandosi a parlare.  Il giovane agricoltore disoccupato gli si è avvicinato: «ho 25 anni – ha detto a Macron – continuo a mandare curriculum e lettere di motivazione, non mi rispondono mai». «Lei che lavoro vorrebbe fare?» gli ha chiesto Macron. «Di base sarei agricoltore», ha risposto il giovane. Il presidente, a quel punto, gli ha suggerito di cambiare settore di attività: «se lei è disponibile e motivato, nel settore alberghiero, nei bar, e nella ristorazione, nell’edilizia, non c’è un posto in cui vado dove non mi si dica che cercano personale. Nemmeno uno! Hotel, caffè, ristoranti… Attraverso la strada e glielo trovo un lavoro! Vogliono solo gente disposta a lavorare» ha aggiunto Macron, accompagnando la frase con un gesto del braccio ad indicare i dintorni, in modo sprezzante. Il sottotesto sembra proprio essere quello di uno che dica: se non hai voglia…. Preso in contropiede il ragazzo ha risposto: «Personalmente non mi pongo alcun problema  ma quando mando il curriculum non mi richiamano mai». Insomma, il problema è un altro, anche se Macron ha minimizzato un problema che invece assilla tanti giovani.

«L’arte del disprezzo permanente»

Inutile dire che al “massacro” della rete si è aggiunto anche quello politico da destra e sinistra. «Sono parole insopportabili – ha commentato a BFM-TV il leader comunista Ian Brossat – la famosa svolta sociale è durata tre giorni». «È un disprezzo di casta inaccettabile», per il deputato della France Insoumise di Jean-Luc Melenchon, Eric Coquerel. Anche i socialisti – leggiamo nella ricostruzione del Messaggero – hanno alzato la voce: «questo presupporre sempre che i disoccupati non trovano lavoro perché non lo cercano è infelice» ha dichiarato la senatrice socialista Laurence Rossignol. La deputata della destra dei Republicains, Valerie Boyer, ha denunciato «l’arte del disprezzo permanente». Macron è riuscito nell’impossibile: ricompattare destra e sinistra.

Sembra che Macron ci goda a farsi detestare: a fine agosto ha definito i suoi connazionali così: «Galli refrattari ad ogni cambiamento». Ad aprile, durante una visita nei Vosgi, fu fischiato da un gruppuscolo di contestatori e replicò: «Cosa vogliono? Niente, vogliono solo bloccare tutto e protestare». Nell’ottobre 2017 accusò gli operai in agitazione nella Correze di «fare solo casino», dopo che un mese prima – in un discorso ad Atene – definì chi si oppone alle riforme un «fannullone». Insomma, un Macron davvero irrecuperabile. Dove sono i “macroniani” d’Italia? Secolo d’Italia