Manovra, l’Italia respinge il ricatto Ue. Conte: «Sbagliano i conti, andiamo avanti»

Manovra, l’Italia respinge il ricatto Ue. Conte: «Sbagliano i conti, andiamo avanti»

8 novembre 2018 0 Di redazione

Fallisce l’ennesimo tentativo della Commissione Ue di esercitare pressione affinché il governo italiano cambia la manovra economica, allineandola ai desiderata di Bruxelles. Sia il premier Giuseppe Conte, sia il ministro dell’Economia Giovanni Tria hanno infatti rigettato come non attendibili le stime al ribasso sulla nostra economia contenute nelle Previsioni ecomoniche d’autunno dalla Commissione. Il documento agita lo spettro della procedura d’infrazione per eccesso di deficit, pronosticandolo oltre il 3% per il 2020, ed è stato sventolato dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici per sostenere che «le nostre previsioni sono basate sulle informazioni contenute nel documento programmatico di bilancio: la situazione potrebbe risultare diversa, ma dipende da che cosa ci manderanno la prossima settimana». Un’affermazione che Moscovici ha accompagnato con l’invito a non drammatizzare i dati e con l’auspicio di un «riavvicinamento» con l’Italia. Precisando però che «se l’idea è quella di incontrarsi a metà strada non vedo come sia possibile». Insomma, anche attraverso le Previsioni economiche, la Commissione Ue ha voluto ribadire che si aspetta che l’Italia assecondi i suoi diktat.

Anche di fronte a quest’ultima mossa, però, il governo ha ribadito la volontà di procedere con la manovra, così come è stata pensata. Partendo da una constatazione: «Le previsioni di crescita della Commissione Ue per il prossimo anno sottovalutano l’impatto positivo della nostra manovra economica e delle nostre riforme strutturali», ha spiegato Conte. «Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà, e sul debito e il deficit che diminuiranno. Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni», ha proseguito il premier, aggiungendo che «riteniamo assolutamente inverosimile qualsiasi altro tipo di scenario sui conti pubblici italiani». «Il deficit – ha assicurato Conte – diminuirà con la crescita e questo ci permetterà di far diminuire il rapporto debito/Pil al 130% nel prossimo anno e fino al 126,7% nel 2021. L’Italia non è affatto un problema per i Paesi dell’Eurozona e dell’Unione europea, ma anzi contribuirà alla crescita di tutto il continente». «Le riforme strutturali che mettiamo in campo, dalla riforma dei centri per l’impiego alla semplificazione del codice degli appalti, alla riforma del codice e del processo civile insieme al piano investimenti, daranno maggiore impulso alla crescita rispetto a quanto previsto dalla Commissione Ue. Sulla base di queste valutazioni – ha concluso il presidente del Consiglio – guardiamo positivamente agli sviluppi del dialogo intrapreso con le Istituzioni europee».

Risposta dello stesso tenore anche da Tria, per il quale «le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del governo italiano e derivano da un’analisi non attenta e parziale del Documento programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell’andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall’Italia». «Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il governo italiano. Rimane il fatto che il Parlamento italiano – ha concluso Tria – ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il governo, quindi, è impegnato a rispettare». Secolo d’Italia