Lo schiaffo dell’Italia a Macron  Non partecipa al suo “esercito europeo”

Lo schiaffo dell’Italia a Macron Non partecipa al suo “esercito europeo”

10 novembre 2018 0 Di redazione

Mentre l’Unione europea si preoccupa di dar vita alla Pesco, Emmanuel Macron tira dritto per la sua strada con il suo progetto di Difesa europeo a guida francese: l’Iniziativa europea di intervento (Iei). L’idea è stata lanciata da Macron nel settembre del 2017 e finora hanno aderito 10 Paesi del Vecchio Continente. Ma tra questi dieci Stati, non c’è l’Italia. Non perché Macron non ci volesse, ma perché l’attuale governo ha risposto immediatamente di “no” all’invito di Parigi di unirsi a questo progetto di sicurezza continentale.

Il ministro della Difesa francese, Florence Parlyha ribadito oggi che “lo spirito è quello di consentire all’Europa di proteggere i propri cittadini nel modo più efficace possibile. Prima di tutto l’Iniziativa europea di intervento significa pragmatismo”. Ad oggi, vi partecipano la Francia, naturalmente, poi Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Spagna, Estonia, Portogallo e Regno Unito. La Finlandia si è aggiunta in questi ultimi giorni.

“Siamo dieci Paesi. Ci sono 28 Paesi in Europa. Quindi non tutti sono disposti ad intervenire – non tutti hanno i mezzi militari per farlo – e ci sono anche situazioni che non vengono prese in considerazione dall’Unione Europea o dalla Nato. L’esempio sono i Caraibi, che non rientrano nella giurisdizione naturale dell’Unione europea e non è un’area in cui l’Alleanza atlantica intende intervenire”. “Quindi,” afferma il ministro francese, “abbiamo identificato settori che non sono adeguatamente coperti dagli strumenti esistenti e ci concentreremo per primi su di essi”.

Il progetto è un pallino di Macron da molto tempo. Ma sbaglia chi lo considera un “progetto europeo”. Qui di europeo, in senso di interessi comuni a tutti, c’è poco. E l’Unione europea non rientra affatto nella strategia di Parigi. Tanto è vero che ci partecipa la Gran Bretagna, nonostante i negoziati sulla Brexit, e la Danimarca, che ha rifiutato di far parte della Difesa comune dell’Ue.

L’obiettivo di Macron è infatti quello di creare una forza armata che travalichi i compiti della Pesco, la vera Difesa europea su cui l’Italia ha largamente contribuito. Quindi la Iei francese nasce col preciso scopo di svincolarsi dalla Difesa dell’Unione europea per creare una forza di pronto intervento scevra dai dettami di Bruxelles e da tutti gli altri Stati membri.

Ed è per questo motivo che l’Italia ha risposto picche all’invito francese a partecipare alla forza d’intervento. E lo rese chiaro da subito il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che a giugno decise di prendere tempo per capire come fosse compatibile l’impegno in questa forza e il suo scopo rispetto all’appartenenza alla Nato e al progetto della Difesa comune europea. Mentre i predecessori di questo esecutivo avevano comunque partecipato ai lavori preparatori del progetto, il governo Lega-Cinque Stelle ha subito fatto intendere di non voler prenderne parte. E lo ha confermato anche la stampa francese, ieri, spiegando che l’Italia, con il cambio di governo, ha optato per abbandonare il tavolo delle trattative.

Il ragionamento del governo italiano è chiaro. Perché entrare a far parte di una forza d’intervento voluta da Parigi e “fuori da ogni cornice istituzionale”, come spiegato dalla stessa Parly, quando già esistono alleanze internazionali e organizzazioni che possono avere lo stesso scopo? E soprattutto perché accodarsi a Macron quando è costantemente impegnato a ostacolare i nostri piani in diversi settori strategici? La Francia ha ingaggiato con il governo italiano una battaglia senza esclusione di colpi. E visto come si sta comportando sul dossier Libia, è evidente che da Roma non potesse esserci un’accoglienza favorevole a un progetto di una forza d’intervento sotto l’ombrello di Parigi.

L’attivismo di Macron comincia a essere particolarmente fastidioso per il governo di Giuseppe Conte. E in questa fase di particolare debolezza di altri leader europei, in primis di Angela Merkel, il presidente francese sembra essere tornato ai suoi primi mesi, quando si voleva ergere come leader di una nuova Europa.

In questi giorni è tornato spesso sull’idea di un esercito europeo. Due giorni fa, durante le celebrazioni per la Grande Guerra, ha ribadito l’idea che fosse necessario un esercito continentale per contrastare Cina e Russia e rendersi indipendente dagli Stati Uniti. E a poche ore dalle sue parole, è arrivato l’incontro fra ministri, funzionari di governo e capi di stato maggiore a Parigi dei 10 Paesi interessati al progetto.

Ma dietro il suo europeismo, si nasconde in realtà un interesse molto più pratico e molto più nazionale. La Francia vuole essere la potenza leader della Difesa europea. La Pesco, cioè la Difesa comune, implica una catena di comando in cui Parigi è solo una delle componenti. La Nato, invece, è sostanzialmente l’ombrello Usa sull’Europa. Macron vuole avere qualcosa di suo, di europeo sì, ma sostanzialmente creato e guidato dai francesi. occhidellaguerra.it