La risposta a Bruxelles punto per punto. Debito giù con le privatizzazioni: ecco la lettera dell’Italia all’Ue

La risposta a Bruxelles punto per punto. Debito giù con le privatizzazioni: ecco la lettera dell’Italia all’Ue

14 novembre 2018 0 Di redazione

La risposta dell’Italia all’Unione europea

Manovra, lettera del governo alla Ue: “Debito al 126% con privatizzazioni”

La manovra non cambia: è la risposta del governo alla Commissione Ue, che aveva dato tempo fino al 13 novembre per spiegare le deviazioni previste sugli obiettivi di deficit/Pil e riduzione del debito, che hanno portato Bruxelles preventivamente a bocciare il testo per chiederne uno rivisitato. Il Consiglio dei Ministri, preceduto da vertici a livello politico, si è concluso alle 22. La risposta del governo all’Unione europea sulla legge di bilancio è “di attacco e non di difesa”, spiega una fonte della Lega.

La versione rivista del Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2019, inviata nella notte all’esecutivo di Bruxelles, lascia invariate le stime di crescita sul Pil all’1,5% e sul deficit/Pil al 2,4% che resta un “limite invalicabile”, dichiara il ministro dell’Economia e delle finanze, Giovanni Tria, nella lettera all’Ue che accompagna il testo. “Per accelerare la riduzione del rapporto debito/Pil e preservarlo dal rischio di eventuali shock macroeconomici, il governo ha deciso di innalzare all’1% del Pil per il 2019 l’obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico”, spiega Tria. “Gli incassi derivanti dalle privatizzazioni – prosegue – costituiscono un margine di sicurezza per garantire che gli obiettivi di riduzione del debito approvati dal parlamento siano raggiunti anche qualora non si realizzi appieno la crescita del Pil ipotizzata. Tenuto conto di tali introiti e del loro impatto anche in termini di minori emissioni di debito sul mercato, e quindi minori interessi, la discesa del rapporto debito/Pil sarebbe ancora piu’ marcata, e pari a 0,3 punti quest’anno, 1,7 punti nel 2019, 1,9 punti nel 2020 e 1,4 nel 2021”. Il rapporto debito/Pil scenderebbe dal 131,2% del 2017 al 126% nel 2021. Le dismissioni, aveva anticipato il vicepremier Luigi di Maio, “non includono gioielli di famiglia”, ma solo beni immobili di ordine minore.

Manovra, lettera del governo alla Ue – UN MILIARDO PER LA MESSA IN SICUREZZA DI VIADOTTI E GALLERIE   

Nella lettera a Bruxelles, Tria annuncia che il governo investira’ un miliardo per la messa in sicurezza della rete stradale. Il crollo del ponte Morandi a Genova ha evidenziato la necessita’ di intraprendere un programma di manutenzione straordinaria, osserva il ministro. “A tal fine, la nuova Legge di bilancio dedica 1 miliardo di euro per il 2019 specificatamente alle messa in sicurezza e manutenzione di infrastrutture della rete stradale quali viadotti, ponti, gallerie. Gli interventi – precisa ancora Tria – riguarderanno opere realizzate nella stessa epoca o precedenti il ponte Morandi”.

Manovra, lettera del governo alla Ue – FLESSIBILITA’ PER EVENTI ECCEZIONALI

Nella lettera all’Ue, il governo chiede dunque “l’applicazione della flessibilita’ per eventi eccezionali”, spiegando che “per il prossimo triennio” le spese saranno “pari a circa lo 0,2% del Pil”. Tria cita gli eventi alluvionali “di particolare gravita’” che hanno colpito il Paese nelle ultime settimane. “Si tratta di eventi inattesi che in qualche misura sono anche testimonianza di un territorio ancora troppo esposto al dissesto idrogeologico”

Manovra, lettera del governo alla Ue – PIANO QUINQUENNALE CONTRO IL DISSESTO DEL TERRITORIO 

Il governo predisporra’ “a breve – indica Tria nella lettera all’Ue – un piano per contrastare il dissesto, da avviare in tempi rapidi e realizzare nel prossimo quinquennio, secondo un cronoprogramma definito”. Saranno previste “azioni di semplificazione e accelerazione delle procedure decisionali e attuative, nonche’ misure per rafforzare le competenze tecniche nelle pubblica amministrazioni, funzionali ad accelerare la realizzazione degli interventi necessari”.

Manovra, lettera del governo alla Ue – MISURE ESPANSIVE NECESSARIE CONTRO RALLENTAMENTO CICLO  

“Pur introducendo misure di sostegno innovative e un’attenuazione ai vincoli per il pensionamento, l’espansione fiscale decisa dal governo resta contenuta alla misura strettamente necessaria a contrastare il rallentamento del ciclo economico”, dichiara Tria rispondendo ai rilievi mossi dall’Ue sulla manovra. “Grazie all’espansione fiscale, alle riforme introdotte, al rilancio degli investimenti, e alla riduzione del carico fiscale sulle piccole imprese la manovra consentira’ di conseguire un tasso di crescita superiore a quello tendenziale e di recuperare parzialmente il divario rispetto agli altri Paesi europei. Il governo – conclude il ministro – resta fiducioso sulle possibilita’ di conseguire gli obiettivi di crescita contenuti nel quadro programmatico del documento di programmazione”. affaritaliani.it