Liberi e uguali si scioglie: la creatura di Grasso e Boldrini non esiste più

Liberi e uguali si scioglie: la creatura di Grasso e Boldrini non esiste più

14 novembre 2018 0 Di redazione

Il partito della coppia Boldrini-Grasso si è sciolto: l’esperienza di Liberi e Uguali finisce ancor prima di spegnere una candelina

Liberi e uguali (Leu) non ha spento neanche la prima candelina. Il partito nato dalle idee della coppia Boldrini-Grasso lo scorso 3 dicembre è infatti durato meno di un anno.

Nessuno, come dice La Verità, ha mai capito obiettivi e programmi di Leu che ha però permesso la riconferma in Parlamento di Pietro Grasso, della Boldrini e di pochi altri parlamentari (14 deputati e 4 senatori) sopravvissuti alle elezioni dello scorso 4 marzo, quando il partito raccolse 3,3% dei voti.

Una storia, quella di Leu, segnata già dal post voto. Se Pier Luigi Bersani fu eletto alla Camera, Massimo D’ Alema venne bocciato al Senato. E con le prime porte in faccia in molti abbandonarono il partito. Il primo a lasciare fu Pippo Civati che, mancata la rielezione alla Camera, criticò la neonata creatura politica e se ne andò.

Anche Laura Boldrini, poco dopo la riconferma in Parlamento, ha iniziato ad allontanarsi da Leu e di recente ha annunciato la formazione di una lista progressista e europeista.

Pietro Grasso ha cercato di tenere unito il partito, ma nessuno sembra averlo seguito. Ora tutti cercano di allontanarsi, ancora prima di spegnere una candelina. ilgiornale.it

La miseranda fine di Liberi e Uguali, nato soltanto per ripicca contro Renzi. Con l’ennesima scissione a Sinistra muore LeU, ma i vari Boldrini, Grasso, Speranza, Bersani & co. restano sulle spalle del contribuente

Liberi e Uguali è finito, kaputt, tristemente disgregato. L’alternativa “dura e pura” di Sinistra al Pd si è sciolta come neve al sole dopo aver raggiunto l’unico scopo della sua costituzione, ovvero indebolire il Partito Democratico alle elezioni del 4 marzo, oltre a vendicarsi del nemico Matteo Renzi e donare una casa politica a personaggi quali Laura BoldriniPierluigi BersaniPietro Grasso e così via, permettendo loro di ricandidarsi in Parlamento. Nel caso della Boldrini, per giunta, con scarsissimi risultati, che tuttavia non le hanno impedito di essere ripescata ed entrare alla Camera dei Deputati.

Sabato scorso, Articolo 1-MDP, formazione politica guidata da Roberto Speranza, ha annunciato la dipartita da Liberi e Uguali, piantandovi l’ultimo chiodo nella bara e segnando il tragico (nonché risibile) epilogo di un progetto che non nacque per costruire una nuova speranza (è il caso di dirlo) a Sinistra bensì solo ed esclusivamente per danneggiare il Partito Democratico. 

Un partito costituitosi perlopiù per ripicca contro Matteo Renzi, con assurde e insipienti velleità di dialogare con il M5s, che ovviamente ha fatto orecchie da mercante non volendo avere nulla a che fare con dinosauri istituzionali quali Bersani o D’Alema, “padre nobile” dell’operazione seppur non ricandidatosi, né tantomeno con l’ex presidente della Camera Boldrini, contro la quale i grillini hanno fondato almeno il 70% della propaganda degli ultimi cinque anni.

E così, ecco che a Sinistra muore l’ennesima entità politica a tutto vantaggio del governo giallo-verdein primis del Movimento 5 Stelle per l’appunto, ma anche della Lega di Matteo Salvini, che il 4 marzo ha ottenuto voti anche da ex elettori del Pci, Pds, Ds, Pd, ormai allo sbando e rimasti politicamente orfani nel corso degli anni con le scissioni sempre più atomiche delle formazioni di area, scissioni della quali quella di Liberi e Uguali è solo l’ultima in ordine di tempo.

Peccato però che, con la fine di LeU, i vari Speranza, Bersani, Fratoianni, Boldrini, Grasso e così via restino comunque sul groppone dei contribuenti italiani, alla faccia dei cittadini che, almeno fin quando durerà la legislatura, resteranno tutt’altro che “liberi” (di mandarli definitivamente a casa) e ben poco “uguali” (ai personaggi succitati che siedono profumatamente pagati in Parlamento).

di Marco Zonetti

affaritaliani.it