Spread su dopo la lettera all’Ue. Le Borse allargano le perdite

Spread su dopo la lettera all’Ue. Le Borse allargano le perdite

14 novembre 2018 0 Di redazione

Lo spread Btp-Bund tocca i 317 punti base, in scia alla linea dura del governo, nella risposta alla Ue, sulla manovra

Allargano le perdite le piazze finanziarie europee nel corso delle negoziazioni: Milano cede l’1,78%, Parigi perde l’1,34, Francoforte segna -1,16% e Londra -0,92%, Madrid -0,94%, Bruxelles -1,35%, Amsterdam -1,23%, Lisbona -0,51%. Gli occhi dei mercati restano puntati sull’Italia e sulla Gran Bretagna. Sul fronte interno ieri, il governo Conte sfida l’Europa sulla Legge di bilancio ma assicura che il debito scendera’ con le privatizzazioni. La versione rivista del Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2019, inviata a Bruxelles, lascia invariate le stime di crescita sul Pil all’1,5% e sul deficit/Pil al 2,4% che resta un “limite invalicabile”.

Una risposta della Commissione potrebbe arrivare la prossima settimana. In Gran Bretagna, intanto, la premier Theresa May presenta oggi al Governo la bozza di accordo sulla Brexit. Inoltre, da segnalare il calo inatteso del Pil tedesco nel terzo trimestre (-0,2%); il primo da tre anni e mezzo. Sull’azionario milanese, attenzione ancora a Carige che non fa prezzo dopo il tracollo della vigilia (a 0,0019 euro, -48,65%), stavolta con un teorico +10,53%.

Sul listino principale pioggia di vendite, si salvano solo Pirelli (+1,4%) in attesa dei dati, Brembo (+0,5%) e A2a (+0,10%) all’indomani della trimestrale. Pesante Mediaset (fermata in volatilita’ a -4,3%) dopo i conti inferiori alle attese, male anche Telecom (-3%) all’indomani dell’uscita dell’ad Amos Genish e con lo scontro tra Vivendi ed Elliott.

Giu’ Poste (-3%), male gli energetici con il petrolio in calo (Wti a 55,54 dollari a -0,47% e Brent a 65,45 dollari -0,03%). In rosso anche tutto il comparto bancario. A Piazza Affari, la Consob ha disposto il divieto temporaneo alle vendite allo scoperto sui titoli di Banca Carige. Il divieto – si legge in una nota diffusa a un’ora dall’apertura del mercato azionario, sara’ in vigore per l’ intera seduta di oggi. Il divieto e’ stato adottato dopo la variazione di prezzo registrata dal titolo nella giornata del 13 novembre, superiore al -10% e riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilita’ dei titoli. Viene inoltre estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude gia’ in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre 2012.

Sul fronte valutario, l’euro torna a indebolirsi a 1,128 dollari (da 1,1290 ieri). Vale inoltre 128,46 yen (da 128,7 yen), mentre il dollaro-yen si attesta a 113,89 (da 114).

Sui listini asiatici, chiusura positiva per la Borsa di Tokyo che ha terminato in rialzo una seduta condizionata dai passi in avanti sulla bozza di accordo sulla Brexit e dai dati negativi sul rallentamento dei consumi in Cina in ottobre. Alla fine della sessione, l’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,16% (+35,96 punti) a 21.846,48 punti mentre il piu’ ampio indice Topix e’ salito dello 0,17% (+2,81 punti) a 1.641,26 punti. Sul lato dei cambi, il dollaro e’ sceso a 113,91 yen, contro i 114 yen di martedi’ alla chiusura del mercato di Tokyo, mentre l’euro e’ salito a 128,56 yen, contro i 128,15 yen.

A Wall Street, la seduta altamente volatile di ieri e’ finita in calo. Il tentativo di rimbalzo e’ fallito, specialmente per l’S&P 500 e il Nasdaq Composite che – diversamente dal Dow Jones Industrial Average – avevano inizialmente guadagnato terreno. Ha pesato il tonfo del petrolio (giunto alla dodicesima seduta di fila, un record) dovuto a crescenti preoccupazioni sull’andamento della domanda, le cui stime sono state tagliate dall’Opec per il quarto mese di fila.

I trader hanno citato anche fattori di tipo tecnico legati al mercato delle opzioni; quelle per il Wti a dicembre giungeranno oggi a scadenza. Di conseguenza, il settore peggiore e’ stato quello energetico (-2,4%). Quello finanziario ha guadagnato (+0,6%) mentre quello tech e’ rimbalzato all’indomani di un sell-off anche se di poco (+0,1%).

Il Dow ha perso 100,69 punti, lo 0,4%, a quota 25.286,49. L’S&P 500 ha ceduto 4,04 punti, lo 0,15%, a quota 2.722,18. Il Nasdaq Composite ha aggiunto 0,01 punti a 7.200,88 punti. Il contratto dicembre del petrolio e’ scivolato del 7% a 55,69 dollari al barile, la flessione peggiore da oltre tre anni. Nel reddito fisso, i titoli di stato americani hanno guadagnato terreno.

Il decennale ha finito con rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – al 3,145% dal 3,189% di 24 ore prima; e’ stato il calo giornaliero peggiore dei rendimenti dal 26 ottobre scorso. Il rendimento del titolo a due anni e’ sceso di 3,9 punti base al 2,895%. Quello del trentennale e’ calato di 2,5 punti base al 3,367%. Sul fronte valutario, le speranze per un accordo sulla Brexit hanno spinto la sterlina al rialzo contro il dollaro. La divisa britannica ieri e’ arrivata a comprare fino a 1,3046 dollari da 1,2851 dollari della seduta precedente per poi chiudere a 1,2965 dollari. Un euro veniva scambiato per 1,1279 dollari da 1,1220 dollari di lunedi’, gia’ pari ai minimi del giugno 2017. affaritaliani.it