Brexit, sì del governo britannico a bozza di accordo. Effetto domino: si dimettono due ministri

Brexit, sì del governo britannico a bozza di accordo. Effetto domino: si dimettono due ministri

15 novembre 2018 0 Di redazione

Gb, si dimette il ministro per la Brexit dopo il ministro per Irlanda del nord. Brexit: bozza accordo ha 585 pagine, Gb esce anche da Euratom. May: “Decisione difficile, nell’interesse nazionale”

Brexit: si dimette ministro britannico Raab

Il ministro britannico per la Brexit, Dominic Raab, si e’ dimesso. Lo ha annunciato su Twitter. “Oggi mi sono dimesso da segretario per la Brexit. Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti per il nostro accordo con l’Ue. Ecco la mia lettera al premier che spiega le mie ragioni e il mio costante rispetto per lei”, ha scritto in un tweet allegando la lettera di dimissioni. Prima di lui aveva lasciato anche il sottosegretario per l’Irlanda del Nord, Shailesh Vara.

Brexit, lascia il ministro per l’Irlanda del nord

Il ministro britannico per l’Irlanda del Nord, Shailesh Vara, si e’ dimesso perche’ contrario all’accordo sulla Brexit annunciato dalla premier Theresa May. “Con molta tristezza e rammarico ho presentato la mia lettera di dimissioni da ministro dell’Irlanda del Nord al premier”, ha scritto il 58enne esponente dei Tory in un tweet. “Siamo una nazione orgogliosa e ci siamo ridotti ad obbedire alle regole fatte da altri Paesi che hanno dimostrato di non avere a cuore i nostri migliori interessi. Possiamo e dobbiamo fare meglio di questo. Il popolo del Regno Unito merita di meglio”, ha aggiunto.

Brexit, sì del governo britannico a bozza di accordo

La bozza di accordo tra Ue e Gran Bretagna sulla Brexit, che ha ricevuto il via libera dal Governo britannico e che si appresta ad essere discussa dal Parlamento di Londra, ha 585 pagine. Nel primo articolo si afferma che il Regno Unito esce dalla Ue e dall’Euratom.

L’articolo 5 stabilisce che Ue e Gran Bretagna devono assistersi reciprocamente “in buona fede” per l’applicazione dell’accordo. L’articolo 14 stabilisce che i cittadini della Ue e del Regno Unito potranno uscire ed entrare nelle due aree con il passaporto o con la carta d’identita’. Dopo 5 anni dalla fine del periodo di transizione, le carte di identita’ potrebbero essere rifiutate se non rispetteranno gli standard di identificazione biometrica. Se i familiari dei cittadini di Ue e Gran Bretagna sono cittadini di Paesi terzi sara’ necessario da subito per loro il passaporto valido. L’articolo 24 stabilisce la parita’ dei diritti dei lavoratori, senza alcuna discriminazione sulla base della nazionalita’. I figli dei lavoratori, che lasciano lo Stato in cui sono ospiti (“host State”), potranno completare il ciclo educativo fino alla maggiore eta’.

Gli articoli 30 e seguenti prevedono le regole per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, che varranno anche per i cittadini di Norvegia, Svizzera, Liechtenstein e Islanda. Gli articoli 41 e seguenti trattano la circolazione dei beni che proseguira’ tra Ue e Regno Unito fino alla fine del periodo di transizione (previsto per il 31 dicembre 2020). Regole particolari sono previste per i prodotti animali, germinali e anche per i medicinali. Numerosi gli articoli dell’intesa dedicati alla cooperazione giudiziaria, di polizia, allo scambio di informazioni e alla protezione dei dati personali. Ci sono norme anche sul trattamento di rifiuti radioattivi. Importante l’articolo 132 che stabilisce che, entro il primo luglio 2020, il Comitato congiunto potrebbe decidere di estendere, senza alcun limite prefissato, il periodo di transizione, per il momento fissato al 31 dicembre 2020. In questo caso il Comitato congiunto decidera’ l’entita’ del contributo della Gran Bretagna alla Ue dal primo gennaio 2021 in avanti.

Gli articoli 135 e seguenti stabiliscono le modalita’ di partecipazione della Gran Bretagna al bilancio Ue per gli anni 2019 e 2020. L’articolo 149 stabilisce le modalita’ di restituzione da parte della Bce del capitale versato dalla Bank of England. La Gran Bretagna potra’ rimanere parte del Fondo europeo per lo Sviluppo. Il Regno Unito onorera’ gli impegni contratti con la Ue per i Fondi per i migranti dall’Africa e per i rifugiati in Turchia. Per le controversie l’articolo 164 prevede la creazione di un Comitato congiunto, copresieduto da Ue e Regno Unito. Il Comitato congiunto emanera’ anche un report annuale sul funzionamento dell’accordo. Possibile anche la creazione su singole questioni di ‘arbitration panel’. L’accordo, che entrera’ in vigore il 30 marzo 2019, prevede protocolli per Irlanda/Nord Irlanda, Gibilterra, le basi aeree a Cipro.

Il protocollo Irlanda/Nord Irlanda stabilisce all’articolo 1 che viene rispettata l’integrita’ territoriale del Regno Unito. Viene comunque evitato “un hard border” tra Irlanda e Nord Irlanda, date “le circostanze uniche” che caratterizzano l’isola irlandese. Vanno mantenute “le condizioni necessarie” per continuare la cooperazione tra Nord e Sud Irlanda. Un ulteriore accordo tra Ue e Regno Unito su Irlanda/Nord Irlanda potra’ “sostituire” l’attuale protocollo entro il 31 dicembre 2020. affaritaliani.it