I No Tav pestano gli agenti e bloccano l’autostrada? Filippo Facci svela lo scandalo: i magistrati li assolvono

I No Tav pestano gli agenti e bloccano l’autostrada? Filippo Facci svela lo scandalo: i magistrati li assolvono

15 novembre 2018 0 Di redazione

No Tav, pestano agenti e bloccano autostrada? Filippo Facci rivela: i magistrati li assolvono

Tanto lo sanno tutti che sono stati loro. Non confondiamo la verità con la verità giudiziaria: per quest’ ultima servono prove vere, testimonianze affidabili e serenità di giudizio, roba che non sempre c’ è. Oddio, spesso fioccano condanne anche senza (grazie a teoremi, prove logiche, testi contraddittòri) ed è la riprova che i magistrati italiani fanno un po’ ciò che vogliono, compreso l’ assolvere, ieri, una ventina di attivisti No Tav che il 6 agosto 2013 bloccarono l’ autostrada Torino-Bardonecchia (A32) dopo averne combinate molte altre: ma la responsabilità penale è personale, non puoi condannare un No Tav con un nome e un cognome se non sei certo che tra gli idioti che bloccarono l’ autostrada ci fosse proprio lui. E se ne sei certo, se pure risulta evidente, nelle pieghe della giurisprudenza una scappatoia la puoi sempre trovare, se la vuoi trovare. E la puoi accogliere, se la vuoi accogliere.

La pubblica accusa, che aveva chiesto tra tutti un totale di 67 anni di carcere, non è mica un cretino: le ragioni per chiedere delle condanne per interruzione di pubblico servizio e danneggiamento e incendio (diedero anche fuoco anche dei copertoni) c’ erano tutte, ma «quel blocco di autostrada non poteva essere considerato un’ interruzione di pubblico servizio»: la difesa l’ ha sostenuto e il tribunale le ha dato ragione. Assolti. E l’ incendio?

Per quello, ecco: per quello mancano le prove che siano stati esplicitamente gli imputati anziché altri, s’ intende altri No Tav, perché dev’ essere chiaro che comunque sono stati i No Tav: tutto è avvenuto durante una manifestazione No Tav, ergo è un po’ dura pensare che il fuoco l’ abbiano appiccato i poliziotti.

camionisti in ostaggio Insomma: i fatti sono veri e costituiscono verità (verità storica, suffragata da filmati) ma gli stessi fatti non costituiscono reato (verità giudiziaria, suffragata da carte) e quindi se un blocco di coglioni occupa e barrica un’ autostrada all’ uscita Chianocco, vicino a Bussoleno, e poi fa lo stesso all’ uscita Salbertrand costringendo i carabinieri a uno sgombero notturno fino alle 4 (si era creata una fila interminabile, dalle 19.30, soprattutto di Tir) beh, in Italia evidentemente manca la giurisprudenza per condannarli a qualcosa. Tra l’ altro, dopo una notte e un mattino di sgomberi, i No Tav rioccuparono tutto: tanto non è reato, probabilmente è lecito piazzare in mezzo alla carreggiata dei cassonetti della spazzatura e dei bagni chimici, si può far fuoco a copertoni: e tutto perché si era sparsa voce che un «mezzo sospetto» (una talpa perforatrice?) fosse diretto al cantiere di Chiomonte, quello dell’ Alta valocità.

Non era neanche vero, ma i no Tav vedevano talpe dappertutto: un povero camionista olandese con un «trasporto eccezionale» fu assalito da una cinquantina di incappucciati che circondarono il mezzo, si arrampicarono sul carico, distrussero portiere e finestrini e tranciarono di netto un pneumatico: ma trasportava solo una torre di raffreddamento per impianti industriali destinata alla Francia. Su uno dei loro siti, i No Tav riuscirono a scrivere che «i camionisti non forzano il blocco per solidarietà agli stessi attivisti». Certo, come no. Nove ore di blocco, probabilmente bestemmiavano in turco: ma erano solidali.

Sta di fatto che 3 No Tav furono fermati e 17 identificati, anche se a bloccare la A32 furono almeno una settantina di persone in assetto da guerriglia; tutti intervenuti grazie ad appelli via internet che su Facebook erano stati condivisi anche dalla deputata dei 5 Stelle Laura Castelli. Che c’ è di male? Tanto non era reato, ha sancito la giurisprudenza.

e la castelli approvava Ieri, del resto, a Milano, una giurisprudenza forse imparentata ha pure sancito che un manifestante che sputi in faccia a un poliziotto non merita condanna: questo a causa della «particolare tenuità del gesto», Ma una donna, nel 2011, per lo stesso gesto, beccò 6 mesi di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un trentenne di Forlì, nel 2012, sputò su un’ auto della Polizia e fu direttamente arrestato. La giurisprudenza è varia.

Tre anni fa, tornando ai No Tav, e alla particolare giurisprudenza che li riguarda, Erri De fu assolto dall’ accusa di istigazione a delinquere («il fatto non sussiste») dopo aver detto pubblicamente che «la linea ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata»; il fatto che nei giorni successivi alla pronuncia di questa frase si fossero intensificati i sabotaggi No Tav, no, non fu ritenuto conseguente. Affascinante, la giurisprudenza: segnatamente quella torinese e No Tav, al punto che qualche studente potrebbe imbastirci una tesi di laurea.

Solo, ecco: si consiglia vivamente la cittadinanza affinché non occupi autostrade, non le blocchi con ostruzioni varie, non assalti Tir, non dia fuoco a copertoni in mezzo alla corsia e di passaggio non sputi nemmeno in faccia a un poliziotto: la legge è uguale per tutti, ma la giurisprudenza no. Non sempre una giurisprudenza fa primavera. Al limite, fa schifo.

di Filippo Facci

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