L’ex capo del Noe Sergio Pascali rivela: “Volevano bloccare il colonnello Ultimo”

L’ex capo del Noe Sergio Pascali rivela: “Volevano bloccare il colonnello Ultimo”

15 novembre 2018 0 Di redazione

Pascali prima di lasciare l’incarico sarebbe stato convocato come persona informata dei fatti sul caso Consip. Sul Fatto Quotidiano la prima puntata dedicata al verbale sulle dichiarazioni del generale ai Pm

L’ex capo del Noe Sergio Pascali è attualmente in pensione. “Il Noe – ricorda Marco Lillo sul Fatto Quotidiano – ha svolto le indagini sull’allora capo dei carabinieri Tullio Del Sette, sull’allora ministro Luca Lotti e su Tiziano Renzi”. Tra l’altro, secondo quanto racconta il giornalista, Del Sette “ha preso parte alla commissione che ha valutato Pascali per la promozione”. E il risultato sarebbe stato che “Pascali non è stato promosso generale di Divisione ed ha perso un aumento” consistente di stipendio. E ancora: “L’allora ministra Pinotti” lo avrebbe “privato della soddisfazione di una doppia medaglia al valore per sé e per il suo corpo, il Noe dei carabinieri” appunto. E questo “nonostante la proposta del ministro dell’Ambiente Galletti”.

Il verbale

Pascali prima di lasciare l’incarico sarebbe stato convocato come persona informata dei fatti sul caso Consip. E – secondo il quotidiano – ai magistrati Pignatone, Ielo e Palazzi avrebbe raccontato cose importanti. Tanto che “il suo verbale spiega meglio di un trattato il momento nero dei carabinieri”, scrive Lillo.

Così il Fatto ha deciso di pubblicarlo a puntate. La prima notizia bomba riguarderebbe l’attività intercettiva, durante l’indagine sulla Cpl Concordia, nei confronti del dottor Recchia, ad di Difesa Spa”. Fausto Recchia, è anche un ex deputato Pd, oltre che segretario particolare di Roberta Pinotti quando era sottosegretaria alla Difesa nel 2013, spiega Lillo.

Del Sette

Pascali, a seguire Lillo, parlerebbe di intercettazioni di diverse telefonate tra Recchia e la Pinotti “con riferimento al generale Del Sette, all’epoca capo di gabinetto del ministro, il quale – a dire della Pinotti – sollecita la sua nomina (a comandante dei carabinieri, ndr) e frasi del tipo che il generale Del Sette è una persona che, comunque, assicura una sua disponibilità, questo era il quadro delle intercettazioni”.

Il generale citerebbe l’intercettazione in questione per far comprendere ai Pm “che il Noe non stava simpatico a Del Sette”. Ma che fine hanno fatto queste telefonate? Pascali “non sa”, dice che “ha saputo dai suoi reparti”.

Lillo precisa che “quando Pascali cita tali conversazioni del ministro Roberta Pinotti (non rilevanti penalmente e delle quali il Fatto non sa nulla anche perché l’ex ministra, da noi contattata non ha risposto) il Pm Paolo Ielo chiede precisazioni. Pascali racconta che “nel quadro dell’indagine Concordia si intercetta Fausto Recchia e poi alcuni personaggi interessati anche alla fondazione Icsa in cui è stato vice segretario Santilli, considerato il portaborse dell’onorevole Marco Minniti”, scrive il giornale.

“Bloccare Ultimo”

Pascali continuerebbe parlando di una “intercettazione di una telefonata di Santilli (così mi hanno riferito i miei nel quadro di questa attività) di questo tenore: ‘Dobbiamo fare qualcosa per bloccare Ultimo’”. Ultimo ovviamente è il colonello Sergio De Caprio(quello che nel ’93 arrestò Riina) che all’epoca era vicecomandante del Comando Tutela Ambiente.

Il Fatto spiega anche che “il figlio di Santilli è stato rinviato a giudizio dalla procura di Velletri, a seguito di attività investigativa del Comando Tutela Ambiente”. Lo stesso sarebbe poi stato “condannato a un anno con pena sospesa e non menzione dal tribunale, come da ndr”.

Pascali spiega che allora lui non era comandante, ma che lo viene a sapere dai suoi uomini quando arriva. “Sta riferendo quei particolari – scrive Lillo – per spiegare il clima che si respirava al Noe vice-guidato da Ultimo rispetto al vertice dell’Arma e al ministro Pd”.

“I trasferimenti”

Quando Pignatone gli chiede se quelle telefonate, per quanto ne sa, sono state trascritte Pascali avrebbe replicato: “Ritengo trascritte e depositate all’Autorità giudiziaria di Napoli. Mi risulta, sempre per averlo saputo dai miei collaboratori, che in questo contesto si paventavano dei trasferimenti” all’interno dell’Arma. E conclude: “Il 15 gennaio, io ricevetti la prima telefonata di Del Sette il 13 febbraio 2016, che mi comunica di volermi mandare al Comando Tutela Ambiente”.

Questa la prima puntata di una inchiesta dedicata dal Fatto Quotidiano al verbale delle dichiarazioni di Pascali quale persona informata dei fatti nell’inchiesta Consip che il giornale annuncia di voler pubblicare a puntate. Non per nulla il servizio si chiude con “continua”.

notizie.tiscali.it