“Ma che c***o di pari opportunità sarebbe questa?”  Feltri: ciò che nessuno dice sulle donne

“Ma che c***o di pari opportunità sarebbe questa?” Feltri: ciò che nessuno dice sulle donne

16 novembre 2018 0 Di redazione

Lungi da noi l’idea di offendere le donne, che amiamo e stimiamo più degli uomini, visto che studiano meglio e con maggiore impegno, lavorano con tenacia e ottengono mediamente risultati più brillanti. Ecco, questa è una attestazione di stima certificata dall’ esperienza. Anche nel giornalismo, esse hanno dimostrato di essere attrezzate per raggiungere traguardi notevoli.

Quando io cominciai a fare il cronista, alla Notte del grande Nino Nutrizio, in redazione non c’ erano femmine. L’ unica che fu assunta, Lucia Purisiol, venne licenziata per futili motivi. Me la ritrovai anni dopo quale collega al Corriere di Informazione. Era brava. Allorché passai al Corriere della Sera, constatai che era in attività uno sparuto gruppo di signore: Mulassano, Borgese, Minervino, Tornabuoni e poche altre di cui – chiedo scusa per la smemoratezza – ho scordato il cognome.
Attualmente i quotidiani sono pieni di rappresentanti del cosiddetto gentil sesso. Ce n’ è una moltitudine pure a Libero. Trattasi di professioniste preparate, sgobbano e scrivono da Dio, non mollano mai l’ osso benché siano sposate con dei rompicoglioni e abbiano dei figli da accudire. Al punto che, nei periodi in cui scuole e asili sono chiusi, ho pregato le redattrici di portare qui in viale Majno la loro prole.

A me non dà fastidio l’ infanzia educata, e c’ è una bambina, Eva, cui la mamma ha detto di non venire nella stanza del direttore per non disturbarlo, che di tanto in tanto si affaccia al mio ufficio e con la manina saluta, poi scappa via timorosa di essere rimproverata dalla genitrice.

Uno spettacolo commovente. Viva le donne, insomma. E lo dico con la brutale sincerità che mi contraddistingue. Le ragazze all’ università eccellono, nelle professioni un tempo dominate dai maschi, medicina, giurisprudenza, economia, ora si distinguono per efficienza. La pari opportunità non sarà perfetta, tuttavia si sta avvicinando alla perfezione. Giusto così, finalmente.

Vi è solo un campo in cui tale parità è ancora lontana mille miglia, quello dei ristoranti. Se una sera o a mezzogiorno, l’ è istes, siedi al tavolo di un qualsivoglia locale, e consumi un pranzo conviviale al quale siano presenti delle signore, non c’ è verso che una di esse si faccia consegnare il conto dal cameriere e provveda a saldarlo. Non succede, se non raramente. Mi è capitato con tre madame in mezzo secolo di essere ospite. Per ben due volte Daniela Santanchè mi ha offerto il pasto, idem Melania Rizzoli e l’ avvocato Cristina Rossello.

E nelle suddette circostanze mi sono sentito perfino imbarazzato. Che sia l’ uomo a pagare è una abitudine consolidata che non ha spiegazioni. Ma che cazzo di pari opportunità è questa tra lui e lei? Siamo uguali oppure no? Se sì, care amiche aprite il portafogli. O almeno ringraziate.

di Vittorio Feltri

liberoquotidiano.it