Ammiraglio De Giorgi: “Sbarchi fantasma pericolo in aumento. Ecco come arrivano dall’Africa all’Italia”

Ammiraglio De Giorgi: “Sbarchi fantasma pericolo in aumento. Ecco come arrivano dall’Africa all’Italia”

13 Gennaio 2019 0 Di redazione

Ammiraglio De Giorgi: “Sbarchi fantasma in aumento, confini marittimi porosi”

Intervista all’ex capo di Stato maggiore della Marina Militare Giuseppe De Giorgi

di Lorenzo Lamperti

La sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte di conti ha assolto l’ex capo di Stato maggiore della Marina Militare Giuseppe De Giorgi dall’accusa di danno erariale per le modifiche costruttive che furono da lui richieste sulle fregate multimissione (Fremm) commissionate a Fincantieri. Secondo il giudice contabile, gli interventi disposti da De Giorgi furono connotati da oggettiva utilità, tant’è che sono stati poi replicati su tutte le successive navi della stessa fornitura. L’ammiraglio De Giorgi commenta l’assoluzione in un’intervista ad Affaritaliani.it, nella quale parla anche degli “sbarchi fantasma” sulle coste italiane.

Come si è spiegato quanto accaduto?

Non sono abituato a fare recriminazioni, anche se mi sembra evidente come la diffusione di dossier anonimi sia stata una delle cause che hanno contribuito a quanto accaduto. Dopo che la Magistratura ha ristabilito la verità confermando la correttezza delle mie azioni, è tempo di guardare avanti.

Quali contraccolpi negativi hanno avuto da questa vicenda la sua carriera e la sua vita in generale?

Non posso escludere che potessero materializzarsi altri incarichi istituzionali al servizio del Paese, vista l’esperienza operativa e manageriale maturata negli anni, ma per un Ufficiale di Marina poter guidare la Marina Militare come Capo di Stato Maggiore è un punto d’arrivo e non deve essere un tramite per altri incarichi. Non è legittimo sentirsi defraudati avendo già avuto il massimo riconoscimento professionale. Ma un danno gravissimo e inaccettabile c’è stato. Riguarda gli aspetti morali della vicenda, in particolare le sofferenze inflitte alla mia famiglia che non riusciva a capacitarsi, sapendomi innocente, essendo testimone della mia dedizione alla Forza Armata, avendo condiviso con me tutte le difficoltà di questo mestiere, fatti di lontananze, di preoccupazioni, di frequenti trasferimenti, di cambi di scuole e di tutte le altre difficoltà legate alla vita del marinaio.

Ora di che cosa si occuperà?

Adesso mi dedicherò con rinnovato impegno ai temi che mi appassionano di più come la protezione dell’ambiente marino, la difesa della Natura. A maggio spero di tornare a navigare con Seashpherd per la difesa degli Oceani a partire dalle balene e dai delfini. Nel frattempo terrò un corso di geopolitica presso la Webster University di Ginevra intitolato the “Maritime Century “. Spero di trovare il tempo per andare in barca, mentre sono sicuro di trovarlo per giocare con la mia nipotina Vittoria. A proposito mai nome fu più azzeccato.

I Ros di Palermo hanno scoperto un traffico di esseri umani tra Tunisia e Sicilia, con l’utilizzo dei cosiddetti “sbarchi fantasma”. Quanto è diffuso questo fenomeno?

Penso che questo fenomeno sia in crescita grazie anche alla porosità del confine marittimo. Peraltro per chi vuole entrare clandestinamente in Italia non conviene essere soccorso in mare da una nave perché non è detto che riesca a essere sbarcato in Italia. Ecco quindi che chi trae vantaggio dal trasporto di migranti sceglierà sempre di più piccole imbarcazioni veloci che possano arrivare in relativa sicurezza direttamente sulle nostre coste.

Materialmente su quali mezzi e in che modalità avvengono questi “sbarchi fantasma”?

I mezzi possono essere di varie tipologie. Dai pescherecci ai gommoni agli yacht a vela per chi può pagare di più magari per essere sbarcato nelle coste orientali della Puglia, in Adriatico. A terra in molti casi le persone trasportate potrebbero essere attese da “spalloni” che li prendono in carico che per il viaggio su terra in Italia. affaritaliani.it