Battisti espulso in Brasile, poi in Italia Salvini: “Non esca vivo di galera”. Mattarella: “Bene arresto, ora presto in Italia”

Battisti espulso in Brasile, poi in Italia Salvini: “Non esca vivo di galera”. Mattarella: “Bene arresto, ora presto in Italia”

13 Gennaio 2019 0 Di redazione

Cesare Battisti, fuga finita. In un primo momento si era pensato che l’ex terrorista dei Pac catturato in Bolivia da agenti boliviani con input degli investigatori italiani potesse arrivare subito in Italia. Ora invece il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha deciso che Cesare Battisti sarà prima tradotto in Brasile dalla Bolivia con un aereo brasiliano e poi estradato in Italia secondo quanto riferisce la Tv Globo, principale emittente del Paese sudamericano, che cita le parole di Augusto Heleno, capo dell’Ufficio di sicurezza istituzionale della presidenza della Repubblica. Comunque, un aereo del governo italiano con uomini dell’Aise – l’intelligence dell’estero e il cui contributo è stato fondamentale per arrivare all’arresto di Battisti – e investigatori della Polizia è già decollato per la Bolivia. Battisti è stato arrestato alle 17 di sabato (le 22 in Italia). Battisti camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, nell’entroterra boliviano. Non ha tentato la fuga, agli agenti ha risposto in portoghese, poi è stato portato in caserma. La svolta da intercettazioni nelle indagini coordinate dalla procura generale di Milano.

E il deputato federale e figlio del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha voluto subito mandare un messaggio al ministro dell’Interno: “Matteo Salvini, il ‘piccolo regalo’ sta arrivando”, ha scritto Eduardo Bolsonaro su Twitter.Battisti: Salvini, non deve uscire vivo di galera =

Battisti: Salvini, non deve uscire vivo di galera – Cesare Battisti, catturato in Bolivia, “non deve uscire vivo di galera perche’ quando toglieva la vita agli innocenti non si e’ posto il problema se l’ergastolo fosse umano e disumano”. Cosi’ il ministro dell’Interno Matteo Salvini alla Scuola di Formazione Politica della Lega a Milano. “Queste notizie ti fanno pensare che la politica e’ una bella cosa. Ringrazio le forze dell’ordine che hanno fatto contenti 60 milioni di italiani. Ora il mio impegno che questo assassino sia qui gia’ domani”. Con queste parole, dal palco della Scuola di Formazione Politica della Lega, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato la notizia dell’arresto del latitante Cesare Battisti in Bolivia.

Battisti: Torregiani, vittime ora possono riposare in pace – “Mio padre, Sabatini e Campagna dopo 40 anni penso che possano riposare in pace”. Cosi’ Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il gioielliere ucciso dai Pac di Cesare Battisti, nel 1979, oggi a Milano, parlando con i cronisti a Palazzo Castiglioni, dove incontrera’ Salvini.

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Battisti: Torregiani, sara’ finita quando andra’ in galera – “Facciamolo arrivare in Italia, poi possiamo dire la storia e’ finita”. Cosi’ Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, gioielliere ucciso dai Pac di Cesare Battisti in un attentato del 16 febbraio 1979, arrivando alla Scuola Politica della Lega a Milano, dove incontrera’ il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “La Costituzione determina che trent’anni sono uguali all’ergastolo. Lui ha due ergastoli, che ne faccia 60 o 30 non e’ importante, l’importante che vada in galera, anche se condannato in contumacia” ha aggiunto. A differenza di quanto sostiene lui, cioe’ di “essere stato condannato da un tribunale militare”, Cesare Battisti, secondo Torregiani “e’ stato condannato da una corte civile”. Dunque le sue condanne che sono definitive non dovrebbero subire modifiche: “Sarebbe malsano e fuori luogo riaprire una ferita che sta guarendo poco a poco” ha osservato Torregiani. La ferita per la morte del padre e di tutte le altre vittime del terrorismo “non e’ ancora chiusa e potra’ esserlo solo quando sara’ determinata sua carcerazione”, ha concluso.

Battisti: c’e’ impegno Italia, non si applica ergastolo – “In Brasile non c’e’ l’ergastolo, e’ vietato dalla Costituzione: per questo l’Italia si e’ impegnata per garantire che non sara’ applicato a Battisti. Questo e’ frutto dell’accordo, della cosiddetta ‘condizione accettata’, concluso il 5 e 6 ottobre del 2017. Per cui a Battisti, una volta estradato, sara’ applicata la pena massima di 30 anni”. E’ quanto spiega l’ex direttore degli Affari di Giustizia del ministero, Raffaele Piccirillo, che segui’ direttamente il caso quando ministro era Andrea Orlando.

GIUSTIZIA: BONAFEDE “NO INTOPPI PER ESTRADIZIONE, ANDRA’ A REBIBBIA” – Per l’estradizione di Cesare Battisti “non dovrebbero esserci intoppi”, “bisognera’ capire adesso se dovra’ passare dal Brasile o essere trasferito direttamente in Italia”. Lo ha detto in una intervista al TG1 il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il carcere di destinazione, ha detto Bonafede, “molto probabilmente sara’ Rebibbia”. “Ricordo che Battisti da tanto tempo scappava spesso protetto dai governi, come accaduto per tanti anni in Francia, oggi l’Italia si fa rispettare nel mondo”, ha aggiunto il guardasigilli, rivolgendo un pensiero anche ai familiari delle vittime.

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Battisti è stato arrestato alle 17 di ieri (le 22 in Italia) da una squadra speciale dell’Interpol formata anche da investigatori italiani e brasiliani mentre camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, popolosa città nell’entroterra boliviano. L’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) non avrebbe opposto resistenza. Secondo alcuni media, indossava pantaloni e maglietta di colore blu, un paio di occhiali da sole e barba finta. Caricato in macchina e accompagnato in una caserma della polizia, Battisti non avrebbe proferito parola.

La squadra speciale dell’Interpol aveva indirizzato le ricerche intorno a Santa Cruz poco prima di Natale. Ieri infine è stata circoscritta la zona nella quale Battisti si era nascosto, sono stati quindi compiuti appostamenti in almeno tre-quattro aree differenti, finché l’ex terrorista è stato accerchiato e bloccato con il supporto della polizia boliviana. Battisti aveva fatto perdere le tracce di sé dopo la decisione del magistrato del Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano Luis Fux che il 13 dicembre ne aveva ordinato l’arresto per “pericolo di fuga” in vista di una possibile estradizione in Italia, concessa nei giorni seguenti dal presidente uscente Michel Temer prima dell’insediamento di Jair Bolsonaro il primo gennaio 2019.

Era stato proprio Bolsonaro ad imprimere un deciso cambio di passo alla vicenda, esprimendosi prima ancora di essere eletto a favore della riconsegna all’Italia di Battisti e rovesciando così la decisione dell’allora presidente Lula da Silva di concedere asilo politico all’ex terrorista condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi.

Potrebbe essere estradato verosimilmente domani in Italia Cesare Battisti dopo l’arresto in Bolivia ma non è escluso che il rientro possa avvenire già nel corso della giornata odierna. Secondo quanto riferiscono fonti di governo all’ANSA, le autorità stanno valutando se l’estradizione di Battisti debba avvenire direttamente dalla Bolivia – dove è stato catturato – o via Brasile. E un aereo del governo italiano con a bordo anche uomini dell’Aise – l’Agenzia d’intelligence che si occupa dell’estero e il cui contributo è stato fondamentale per arrivare all’arresto di Battisti – e investigatori della Polizia è già decollato per la Bolivia. L’arrivo è previsto per il pomeriggio di oggi (ora italiana) ma questo, sottolineano fonti governative, non significa che l’aereo ripartirà subito. Vanno ancora espletate alcune procedure e non è ancora stato chiarito se prima di esser estradato in Italia Battisti passerà o meno dal Brasile.

E il ministro degli Esteri Enzo Moavero ha detto che “si tratta di un atto di giustizia nei confronti degli odiosi crimini del terrorismo, doveroso verso chi fu ucciso o ferito e verso i loro famigliari”, ora il lavoro continua affinché l’estradizione in Italia possa avvenire nei tempi più rapidi.

BATTISTI: MATTARELLA, ‘BENE ARRESTO, ORA PRESTO IN ITALIA’ – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso “la sua soddisfazione per l’arresto in Bolivia del latitante Cesare Battisti”. Il Capo dello Stato si augura che “Battisti venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinchè sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all’estero”. Proprio un mese fa, Mattarella aveva inviato un messaggio all’allora Presidente in carica del Brasile, Michel Temer, dopo la sua firma al decreto di estradizione per Cesare Battisti, esprimendo “il più vivo ringraziamento per la decisione. Il gesto da Lei compiuto -scriveva il Capo dello Stato italiano- costituisce una testimonianza significativa dell’antica e solida amicizia tra il Brasile e l’Italia e testimonia la sensibilità in relazione a una vicenda complessa e delicata, che suscita sentimenti di intensa partecipazione nell’opinione pubblica del nostro Paese”. “Apprezzo molto la determinazione della Sua decisione, che contribuisce a rendere giustizia alle vittime dei reati per i quali Cesare Battisti è stato condannato e allo Stato italiano”, concludeva Mattarella, rinnovando “i sentimenti di amicizia e riconoscenza del nostro Paese e miei personali”.

Battisti, Conte: Finalmente giustizia. Lo attendono nostre carceri – “Le famiglie Santoro, Torregiani, Sabbadin, Campagna potranno finalmente ottenere giustizia. La cattura e l’espulsione di Cesare Battisti sono un risultato atteso da oltre quarant’anni, che dovevamo soprattutto a loro, come pure alle altre vittime delle sue azioni criminali”. Lo scrive su Facebook il premier, Giuseppe Conte. “Lo sforzo corale e perseverante dei nostri servizi di intelligence, delle nostre forze di polizia e dell’Interpol, la collaborazione delle Autorità brasiliane e boliviane e la determinazione di questo Governo stanno per essere finalmente premiati”. “Un nostro aereo è in viaggio per la Bolivia dove atterrerà verso le ore 17 (ora italiana) – conferma -, con l’obiettivo di prendere in consegna Battisti e riportarlo in Italia. Ad attenderlo qui da noi ci saranno le nostre carceri affinché possa espiare le condanne all’ergastolo che i tribunali italiani gli hanno inflitto a suo tempo con sentenze passate in giudicato, non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi e per i vari reati connessi alla lotta armata e al terrorismo”.

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Battisti: Salvini, non e’ un prigioniero politico, e’ un infame, cattura? Nuovo clima internazionale ha aiutato – Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in diretta su Skytg24, ha commentato la notizia della cattura di Cesare Battisti, l’ex terrorista del gruppo Proletari armati per il comunismo, e ha detto: “Non e’ un prigioniero politico, e’ un infame, un vigliacco, un delinquente che merita di finire i suoi giorni in galera in Italia, il prima possibile”. Quindi, il ministro ha aggiunto: “Spero che non ci sia qualche politico, intelettuale o cantante che anche su quello che e’ un successo dell’Italia in generale, a prescindere dai partiti, abbia da polemizzare”. Secondo Salvini, “sicuramente ha aiutato il mutato clima politico a livello internazionale, con Bolsonaro, con Trump, con l’Italia – dove onore, rispetto e certezza della pena tornano centrali”. Il responsabile del Viminale ha infine concluso: “Siamo lavorando da ieri notte per fare in modo che Battisti arrivi il prima possibile in Italia per scontare la sua pena”.Cesare Battisti è un “delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia ma di finire i suoi giorni in galera”, ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini postando sui social una foto di Battisti sovrastata dalla scritta “la pacchia è finita”. “Ringrazio per il grande lavoro le Forze dell’Ordine italiane e straniere – afferma Salvini – la Polizia, l’Interpol, l’Aise e tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Cesare Battisti”. Il grazie del ministro è anche per il presidente brasiliano Jair Bolsonaro e al nuovo governo brasiliano “per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l’Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni, grazie alle autorità boliviane e alla collaborazione di altri paesi amici”.

Battisti: Di Maio, dopo 25 anni finalmente giustizia e’ fatta – “Dopo 25 anni possiamo finalmente dire: giustizia e’ fatta! Cesare Battisti e’ stato arrestato e scontera’ la sua pena in Italia”: lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook. “Grazie – aggiunge – ad Alfonso Bonafede per il lavoro svolto! Un ringraziamento doveroso va fatto anche alle forze dell’ordine italiane e straniere, all’Interpol e all’Aise per l’impegno profuso. Il primo pensiero va ai familiari delle vittime che, per anni, hanno atteso che venisse fatta giustizia”.

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Bonafede, giustizia è fatta, ora in Italia – “E’ finita la lunghissima fuga di Cesare Battisti. Il mio pensiero va ai familiari delle sue vittime: Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna. A loro posso dire che, finalmente, giustizia è fatta!”. Lo scrive in un lungo post su Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede affermando che “ora Cesare Battisti sarà riconsegnato all’Italia”. “La tensione delle ultime ore e il dovuto riserbo – aggiunge – possono lasciare spazio alla soddisfazione per aver raggiunto un risultato atteso 25 anni”.

Alberto Torregiani, ‘è fatta’ – “È fatta. Credo sia la volta buona”, ha commentato Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l’uso delle gambe. “Forse davvero è una buona giornata” ha detto parlando con l’Ansa. “Non oso pensare che ora possa trovare un escamotage. Sarebbe da scriverci un libro”.

Renzi: una bella notizia per tutti gli italiani – “L’arresto di Cesare Battisti in Bolivia è una bella notizia. Tutti gli italiani, senza alcuna distinzione di colore politico, desiderano che un assassino così sia riportato al più presto nel nostro Paese per scontare la sua pena in un carcere italiano. Oggi è una bella giornata”, ha scritto Matteo Renzi su Twitter.

COSÌ BATTISTI È STATO ARRESTATO (Fonti del Viminale) – La svolta è arrivata una settimana fa, quando Cesare Battisti è stato individuato con certezza in Bolivia. L’operazione che ha portato all’arresto dell’ex terrorista del Gruppo Proletari Armati per il Comunismo è scattata a Santa Cruz. E ora l’Italia lo aspetta.

I nostri investigatori non avevamo mai perso di vista Battisti, in attesa di poterlo ammanettare. Dopo anni di attesa, ecco la svolta. Arriva con l’ascesa in Brasile di Bolsonaro. Il quale promette di “restituirlo” a Roma, come “regalo” per il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Un team composto da polizia italiana, Criminalpol e Antiterrorismo rafforza la collaborazione con i colleghi di Brasilia. Ma Battisti fugge. Viene individuato in Bolivia. Una settimana fa, gli investigatori accelerano. E preparano il blitz, in accordo con le autorità locali. Battisti è stato fermato in strada, non era armato e non ha opposto resistenza. Ha parlato in portoghese per rispondere alla polizia e ha mostrato un documento brasiliano che confermava la sua identità.

Due uomini dell’Antiterrorismo e della Criminalpol sono sul posto. Ora bisognerà capire se Battisti farà tappa in Brasile oppure verrà portato subito in Italia. È un nodo che verrà sciolto nelle prossime ore. Dopo anni di latitanza, dice Salvini, “la pacchia è finita”. Il ministro ha pubblicamente ringraziato anche gli investigatori, a partire da Polizia e Intelligence. affaritaliani.it