Sanremo 2019, la Meloni e Di Maio contro lo schifo sul voto della Rai: “È una presa in giro”

Sanremo 2019, la Meloni e Di Maio contro lo schifo sul voto della Rai: “È una presa in giro”

11 Febbraio 2019 0 Di redazione

Giorgia Meloni protesta contro Sanremo dopo il clamoroso ribaltone negli ultimi minuti della finale che ha portato alla vittoria del rapper Mahmood. La protesta è nata per il sistema di voto adottato dal festival, per il quale il televoto, per di più a pagamento, è stato completamente ribaltato dalle giurie di esperti e giornalisti. La leader di Fratelli d’Italia ha parlato di una vera e propria presa in giro: “Complimenti ad Alessandro Mahmood per il successo – ha scritto sui social – Però mi chiedo che senso abbia far votare (a pagamento) il pubblico se poi la giuria dei soliti noti decide di testa sua di far vincere chi sarebbe arrivato terzo con solo il 14% delle preferenze. Una presa in giro”.

Di Maio dice la sua su Facebook, parla delle polemiche relative alla classifica finale: il televoto aveva scelto Ultimo, la giuria Mahmood. E a imporsi è stato il voto della giuria. “Più che sulle canzoni preferite di ognuno, vedo che c’è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto – premette il vicepremier -. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo”.

Polemica politica, quella di Di Maio. Proprio quella che Di Battista aveva definito scandalosa. Il grillino poi aggiunge: “Faccio i miei complimenti a Mahmood, a Ultimo e a tutti gli altri. E ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed elite. Tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical chic. Per l’anno prossimo, magari il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare!”, conclude.

Lo stesso direttore artistico Claudio Baglioni ha dovuto ammettere che il regolamento andrebbe radicalmente cambiato. Il giorno dopo la finale, Baglioni ha suggerito alla Rai di prendere una via più netta sulle votazioni, che siano tutte “popolari” oppure riservate alle “élite”.