Travaglio ai Cinquestelle: «Basta, fate processare Salvini. Salvate l’onore»

Travaglio ai Cinquestelle: «Basta, fate processare Salvini. Salvate l’onore»

12 Febbraio 2019 0 Di redazione

La “madre di tutte le lezioni” per i grillini arriva ancora una volta da un editoriale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano dal titolo “Perdere l’onore”. Dopo una lunga analisi sulla débacle abruzzese l’editorialista dispensa consigli al M5S per non essere divorati dal partner di governo. Da Bankitalia alla politica economica, i consigli di Travaglio su cosa deve fare il M5S per recuperare terreno toccano il caso Diciotti e il “nemico” Salvini da cui ormai è ossessionato. «L’unica strada è lavorare sodo e parlare poco, restando fedeli ai valori originari: sul breve periodo può non pagare , ma potrebbe dare i frutti sul lungo, quando svanirà l’infatuazione per l’uomo forte che parla tanto e fa poco (come già B. e Renzi)».

Travaglio: «Sì al processo a Salvini»

Il consiglio più “spassionato” arriva sull’autorizzazione a procedere a Matteo Salvini per il Caso Diciotti. «In passato di un ministro indagato per sequestro di persona i cinquestelle avrebbero chiesto le dimissioni. Ora non possono perché hanno condiviso la sua scelta sulla nave Diciotti e la rivendicano: ma negare ai giudici il diritto-dovere di stabilire se fu lecita o illecita, specie dopo la relazione -auto-denuncia di Conte, Di Maio e Toninelli ,sarebbe assurdo. Trasparenza, lotta agli sprechi e legge uguale per tutti sono i valori fondativi del Movimento e le ragioni del suo successo: derogare a uno solo di quei tre principi saebbe imperdonabile. Perdere voti per restare se stessi, accontentando alcuni e scontentando altri con il reddito di cittadinanza o con altre scelte tanto doverose quanto divisivi, è un onore. Il vero disonore è perdere voti per aver perso se stessi», conclude il suo editoriale Travaglio. Che già da tempo sta cavalcando il malcontento che cova nella pancia del Movimento Cinque Stelle, sponda Roberto Fico, sul caso Diciotti. Travaglio sull’argomento va fuori di sé. Non è sereno. Aveva riservato ai parlamentari grillini l’“insulto” più sanguinoso per uno come lui, scrivendo in prima pagina sul suo Fatto quotidiano il titolo: “Mezzo M5s parla come B.. Anche in questo caso sollevando le ire della base.  La colpa dei senatori grillini – secondo lui – è quella di spaccarsi tra vecchia guardia, che difende «i nostri principi», mentre la maggioranza degli eletti è intenzionata a salvare il vicepremier, cioè il proprio governo».

La “rivolta della base”

Anche il senatore M5S Nicola Morra proprio in un’intervista al Fatto si era richiamato  alla mozione degli affetti e ai valori fondanti del Movimento per consigliare ai senatori cinquestelle di votare il sì all’autorizzazione a procedere per Salvini. Quello che Travaglio non considera è l’autentica “rivolta” che la presa di posizione ha avuto come conseguenza tra i parlamentari del M5S, molti dei quali non ci stanno a fare la parte di quelli che vogliono «snaturare il movimento». La base grillina sui vari siti e su profili dei big del Movimento non segue la linea Travaglio. «Sostenere la purezza del Movimento significa che i Cinque Stelle non avrebbero dovuto neppure partecipare alla formazione del Governo», è il ragionamento di molti. Tra l’altro si rafforza nei sondaggi il no all’autorizzazione a procedere contro Salvini ( 7 elettori M5S su 10 sono contrari al processo a Salvini secondo il sondaggio Gpf per La Notizia, di qualche giorno fa). Il fondo di Travaglio sta destando polemica sul caso specifio del sì al processo a Salvini. Errore, scrivono in molti, sarebbe un  grave errore. La credibilità – o l’onore, come lo definisce Travaglio – non si perde di fronte a una macroscopica pagliacciata, quale l’incriminazione di Salvini. I principi vanno sì osservati, ma sempre entro un limite di ragionevolezza. Secolo d’Italia